No, non parliamo di economia, ma forse in un certo senso si. Economia deriva dal greco, dalla radice che significa casa.
Cosa significa sentirsi a casa nella vita? Nel nostro centro? nella nostra zona di pace, in cui ciò che abbiamo intorno lo abbiamo pensato e arredato partendo da noi?
Partendo da noi andiamo poi verso l’esterno, verso gli altri. A volte con grandi slanci di espansione, ci prodighiamo, facciamo favori. Ma siamo pronti a farli senza aspettarci nulla in cambio?
Quello che può succedere è che si crei un doppio laccio. Non ce ne accorgiamo subito. Molto spesso alla domanda si risponde “ma si, certo lo faccio con il cuore, non voglio nulla in cambio”.
Dopo qualche tempo però, se quell’amico o quella persona non fa lo stesso, o ci fa pagare un qualcosa che noi avremmo fatto gratuitamente, ecco che dentro di noi inizia qualche lamentela interna. “Con tutto quello che ho fatto, e però poteva anche venirmi incontro”
E allora significa che si, certo, che quella prima volta ho fatto con il cuore quella cosa per lui/lei, ma poi sottilmente ho creato un meccanismo di debito. E non ce ne accorgiamo. E’ qualcosa di veramente invisibile. Ma che si rivela quando poi “gli amici ci deludono”
Che cosa significa per me tutto questo? semplice: che non sono stata chiara. E sempre più mi accorgo che la vita esige chiarezza interiore. E significa che non ho guardato prima ai miei confini. Che sono andata oltre. Che non ho risposto con coscienza alla domanda “Veramente faccio questa cosa senza voler nulla in cambio?
Perchè se è così allora poi non ci resto male. Perchè ho fatto con il cuore e con il senso dei confini qualcosa e tutto finisce li, ho chiuso un cerchio.
Farsi questa domanda è importante per non esaurire le proprie energie, per rispettarsi e per fare davvero qualcosa con pienezza.
Ma facciamo ancora un passo indietro: perchè in quel momento ho dato oltre ai miei confini? Spesso c’è un bisogno o una paura. Per esempio ci può essere il bisogno di essere riconosciuti e visti, o quello di ricevere amore. Oppure la paura di un giudizio. Per amare davvero, è necessario affrontare questo rischio. E uscire all’esterno con coscienza.
Se voglio dare qualcosa, fare qualcosa per qualcuno, la prima domanda può essere, ne ho l’energia? Posso sostenerla? E’ bene per me e per tutti? se è così si fa e si chiude un cerchio.
Se no, dono nella misura in cui posso, oppure non lo faccio.
Forse per alcuni questa visione toglie romanticismo. Per me lo aggiunge. La vita esige chiarezza per potersi esprimere al meglio. Ad un certo livello siam tutti Uno, non ci sono confini: ma proprio per questo si creano i confini. Sembra un paradosso. E’ pur vero , come dicono alcuni citando il Karma, che se ti prodighi per gli altri, se ti metti al servizio il buon Karma ritorna.
Certo che ritorna ma ad una condizione: se il servizio è fatto in piena coscienza, altrimenti tornano solo lacci e debiti. Perchè con l’azione servizievole fatta nel bisogno, si creano debiti.
In poche parole tutto ritorna, ma solo se non ce ne importa niente che torni. Non ritorna in realtà ciò che viene fatto ma la condizione in cui lo abbiamo fatto.



