Succede di osservare, nella propria o nelle altrui vite, come a volte, da grandissimi dolori o accadimenti tragici le persone si riprendano sorprendentemente. Come a volte proprio rinascano, cambino in meglio. Le biografie di personaggi famosi spesso  sono piene di esempi in cui le proprie difficoltà sono state trasformate al meglio e da li si è ripartiti per essere la persona che oggi si è.  E questa forza viene proprio da quei dolori.

Si dice si tocca il fondo per risalire. Sembra proprio essere una questione di fondo. Di andare fino in fondo a quel dolore, a quell’evento. A volte ci si è costretti, non si può fare altro.

Che ruolo ha il dolore nella nostra vita? Recenti studi scientifici affermano che dolore e piacere attivano in gran parte le stesse aree del cervello. Non sono così distanti nel sistema neuro-biopsicofisico.

Normalmente  a tutti i costi vogliamo difenderci ed evitare il dolore. E questo  è sano.

Ma per un certo tipo di dolore che è quello fisiologico ed evolutivo può essere richiesto qualcosa di diverso. Anzi, eventi dolorosi se vissuti con consapevolezza possono essere, a partita finita, ringraziati per i doni che ci hanno portato.

Ma occorre andare fino in fondo, ed è nel profondo di quella crisi anche dolorosa che ci viene da dire “ci deve essere altro, non può essere solo così, ci deve essere un senso, c’è altro”. Allora quel dolore diventa un motore per una chiara volontà di guarire.

Quando per esempio arriva da me una persona  per una  lettura dei Tarocchi con quella volontà di voler “Vedere” accade che la stesa degli Arcani è molto limpida e semplice, non riflette le sue contraddizioni e lei trova una soluzione, una chiave nella lettura. Oppure se siamo all’interno di una sessione di counseling e la persona arriva perchè ha “toccato il fondo, non ne può più” succede un qualcosa di particolare. Succede già quando la persona prende l’appuntamento. Chiama perchè ha una urgenza radicale. Quando le persone spinte dal dolore vogliono nel profondo un cambiamento e questa volontà si coniuga con la fiducia in te, cioè nella persona che hanno scelto per essere aiutate, e arrivano con questa motivazione grandissima di arrivare alla soluzione… Lì succede qualcosa, si danno il permesso di cambiare, di fare questa svolta. Perchè la desiderano profondamente. Il ruolo del Desiderio gioca tanto.

Spesso succede il miracolo: escono dai loro cicli di sofferenza nel modo più paradossale (paradossale per la mente razionale ed estremamente logico per quella animica). dandosi la possibilità anche nella seduta di andare in quel dolore, guardarlo in faccia, sentirlo fino in fondo, e li nel fondo, quel dolore si trasforma, arriva il punto in cui si disgrega. Per esempio quando in una sessione di respirazione ovarica la persona respira dentro alla tensione corporea, sta nel punto di dolore fisico ed emotivo senza fuggire, allora quel dolore viene sciolto. Perchè permettiamo al FUOCO della coscienza di scioglierlo stando dentro, stando dentro, sempre più dentro, e sempre più presenti, sempre più all’interno fino a toccare il suo nucleo. Con quella energia di coscienza potente  quel nucleo si frammenta e libera energia. il dolore si scioglie e l’energia liberata ci fa rinascere. Non siamo fuggiti: abbiamo deciso di non scappare più, di non evitare più.

In questo respiro nel nucleo del dolore, può succedere che arrivino ricordi, e stiamo lo stesso li, nel ricordo, in ciò che emerge, e poi stiamo ancora, e ancora, e ancora, finche il corpo reagisce, finchè sentiamo di esprimere ciò che arriva alla coscienza attraverso una azione, che facciamo internamente o esternamente e finalmente chiudiamo questo ciclo. Possiamo chiudere il ciclo. Non vi rimaniamo più intrappolati ,come gli animali dell’arcano X che salgono e scendono nella ruota del destino ma comunque vi rimangono in qualche modo intrappolati. Saltiamo a un altro livello, al di sopra, come la Sfinge.

E sappiamo che per saltare al di sopra dei propri schemi, abitudini, comportamenti ripetitivi, paure, occorre energia, molta energia.

Ebbene a volte questa energia è data dalla sofferenza intensa dal dolore o dall’essere profondamente stanchi e insoddisfatti di qualche cosa. Quando è così per l’ultima volta, o forse per la prima volta, saltiamo di nuovo dentro nel profondo e al centro della ruota. Per stare questa volta con il pieno della volontà-coscienza e disposti a sentire fino in fondo anche il dolore, per poi lasciarlo andare

Per cui dire ad un amico che vediamo soffrire “dovresti fare così, dovresti fare cosà” è assolutamente inutile se da parte sua mancano questi ingredienti, manca la spinta a saltar fuori. Manca quella energia. Non è detto che sia solo il dolore l’ingrediente, ma lo è spessissimo.  Non possiamo in ogni caso entrare nella ruota di un altro. Per fortuna.

Fortunatamente solo lui può farlo se è disposto a sentire,  a  stare profondamente, e a usare l’energia della coscienza e quella che deriva da questo processo per saltar fuori…

Profondamente dentro, per poi esserne fuori.

Namastè, Daniela