Gli alchimisti una volta parlavano della coincidenza degli opposti. Che non è la via di mezzo della moderazione. E’ molto di più. Dicevano che è una delle chiavi della vita. Il nostro mondo è fatto di opposti, giorno e notte, caldo freddo, espansione e contrazione etc.
E dentro di noi come si muovono gli opposti? Come stanno? Viviamo di contrasti? Cerchiamo la via di mezzo? A volte dentro ci sentiamo divisi? ne scegliamo uno e ne escludiamo un altro?
Facciamo l’esempio della fretta e della calma. O se vogliamo del bradipo e della scheggia. Alla domanda “Come stai?” spesso rispondiamo o ci sentiamo rispondere “sempre di corsa”. E correre anche quando non sarebbe necessario porta allo stress che diventa una abitudine di vita. Poi c’è invece chi se la prende tanto comoda.
Le persone che si sentono molto dinamiche possono mal sopportare chi parla o agisce con lentezza e vice versa. Possiamo notare come, quando sentiamo di dover fare molte cose e di fretta, ci sentiamo stressati. Quando arriviamo a un alto livello di stress, tale che qualcuno vicino a noi ci dice “ma stai calmo, non risolvi niente così”… abbiamo più strade.
Una è la reazione che ci porta abbastanza facilmente a prendercela ancora di più, a non sentirci capiti.
Un’altra è iniziare a sospettare che così non si può andare avanti ma, contemporaneamente mollare la presa e rallentare un po’ ci sembra impossibile. Il mondo crollerebbe senza di noi. Oppure pensiamo che quando abbiamo finito di fare… (segue un lungo elenco di cose)… allora tutto andrà meglio e possiamo riposarci. Ma quel momento non arriverà mai. Perchè nel frattempo arriveranno altre liste, altro da fare tutto in una giornata. Un’altra frase tipica è “non si finisce mai”.
Ma forse il punto non è finire o fare alla massima velocità. Non è quanto facciamo, ma come.
Possiamo passare dal “quanto” al “come” , provando a passare ad uno stato di pace.
Proprio quando siamo nel massimo della fretta possiamo dirci internamente la parola “calma”. Richiamiamo l’essenza della calma, andiamo nel suo nucleo e nel suo cuore proprio quando la fretta ci strattona. E’ un movimento che facciamo, portando l’essenza della calma. Possiamo visualizzarci mentre, nel momento di massima fretta, stacchiamo la spina dallo stato emotivo di agitazione e portiamo il nucleo della calma proprio nella situazione che stiamo vivendo.
Questo movimento, non si fa una volta ma si ripete come una vibrazione. La fretta e l’agitazione ci tireranno di nuovo dentro, noi ci riporteremo nel cuore della calma Fino a quando, in quel momento presente faremo coincidere la fretta con la calma Il loro coincidere sprigiona una forza.
Si uniranno per darci la qualità più grande della pace. La pace le comprende. E non c’è neppure bisogno di fermarci, Questi movimenti li possiamo fare anche mentre stiamo correndo a prendere il pullman! Si può essere in pace nella velocità e nella azione, se ci poniamo a un altro livello di coscienza.
Sono quelle giornate in cui abbiamo fatto mille cose e non ne siamo affaticati, oppure poche e ne siamo soddisfatti, siamo andati alla giusta velocità perché abbiamo diretto il processo da un luogo che sa di “centro” come il vertice del triangolo. Così come gli opposti bianco e nero vengono dalla stessa fonte di luce.
C’è un punto cruciale in questo, la maestria degli opposti, quel momento in cui c’è il tira e molla tra la fretta e la calma Il movimento si fa più volte come dicevamo, reggendo la tensione del tira e molla fino alla coincidenza di questi opposti.
Nasce qui qualcosa di nuovo, quella pace di cui abbiamo parlato che regna anche quando si agisce. Non è una pace statica.
Una pace che mi piace vedere come l’arcano dei Tarocchi “Temperanza”. Una qualità poco di moda. Temperanza sa di nome antico. E non a caso Temperanza parla di tempo. Ma non il tempo cronologico, quello di Cronos, scandito dall’orologio inesorabile, Cronos che nel mito greco divora i suoi figli, così come noi ci sentiamo inghiottiti dal tempo quando andiamo di fretta.
E’ un altro tipo di tempo, in cui c’è la “calma dell’anima”, un bilanciamento, e contenimento. Qui non si disperdono le energie, non si fa oltre i limiti ,si curano i dettagli, si ha la pazienza. Si ha il tempo della guarigione. Il giusto tempo. Se osserviamo, capita di vedere che le persone “inghiottite dal tempo” che non si fermano mai a volte sono costrette a farlo a causa di una febbre, una influenza, una tosse che non passa, una malattia. In questi casi alcune volte interviene proprio Temperanza, che richiede guarigione, significato chiave di questo arcano.



