Che cosa significa transpersonale non è difficile da intuire. Significa ciò che va oltre la persona, oltre la personalità. Sono nate nel 900 le psicologie transpersonali, quelle psicologie che si occupavano di descrivere l’essere umano non soltanto negli aspetti del comportamento, della personalità e dell’inconscio come lo intendiamo normalmente.
Qualcuno ha iniziato a fare notare che c’è qualcosa di più che è stato per esempio chiamato Sé superiore, Superconscio e altre varie e sottili definizioni. Nuove dimensioni si sono affacciate; parole come inconscio superiore, superconscio, o inconscio collettivo, esperienze delle Vette. I nostri orizzonti si sono allargati per inglobare nuovi spazi in cui concepire le esperienze di vita. Spazi che molte filosofie e religioni Orientali avevano già tanto indagato. L’unione tra oriente e occidente si avvicina sempre di più in questa epoca, non solo nelle discipline psicologiche ma anche per esempio negli studi di fisica quantistica e in tanti altri studi all’avanguardia in diversi settori del sapere e delle scienze occidentali.
Per la Psicosintesi per esempio l’Io cosciente può espandersi e conoscere sempre di più di sé, di Inconscio inferiore, medio e Superiore e può entrare in contatto in modo più profondo con se stesso nell’esperienza di autocoscienza, di essere un centro di energia creativa. Può accedere ad esperienze di stati di coscienza superiori, può trasformare se stesso e le sue parti.
Tanto di più di tutto quello che sapevamo e che normalmente si dà per scontato di come siamo fatti. Tanto di più di essere il frutto di condizionamenti, comportamenti ereditati, schemi mentali, meccanismi e abitudini ordinari. Siamo tanto oltre e tanto altro. “Persona”, parola che usiamo comunemente, deriva dal latino e significa ancora maschera. Ma quindi cosa c’è oltre e dietro la maschera?
In oriente, e non solo, si parla di scintilla divina. Ognuno porta la scintilla divina dentro di sè. Paramahansa Yogananda ci ricorda che siamo Figli di Dio , e quindi siamo uguali a Lui/Lei.
E allora se così stanno le cose dunque si può stare al mondo e attingere a questa scintilla sempre di più, con consapevolezza, e finalmente anche qui se ne parla, si studia, si sperimenta in varie forme e vie.
Il saluto sanscrito Namastè pronunciato con il mudra delle mani giunte a livello del petto o del cuore suona come “Mi inchino a te” è un gesto di grande sacralità che riconosce l’essere che abbiamo davanti nella sua interezza e unità divina.


