Ci sono delle fasi per “digerire” degli eventi o delle notizie. Quando succede qualcosa di inaspettato e investe la nostra sfera personale,se non abbiamo il tempo di adattarci con gradualità, dentro noi avviene qualcosa. Un percorso a tappe.
Ci sono ad esempio delle fasi nell’elaborazione di un lutto. E questo è l’esempio più sconvolgente. Molti studiosi le hanno descritte.Trovo però che le stesse fasi le attraversiamo anche in reazione a piccoli eventi, o quando si affacciano accadimenti che il nostro sistema reputa estranei a noi. A volte anche quando incontriamo nuove idee che destabilizzano le nostre credenze. In senso collettivo questo è il caso dei precursori, delle personalità geniali, non capite dalla loro epoca.
Quali sono queste fasi e cosa avviene? Quali sono le reazioni?
- negazione
- rabbia
- patteggiamento
- tristezza
- accettazione
- riorganizzazione, emergere di una nuova luce
- creazione del nuovo
sono 7 in questo schema. In eventi molto forti le troviamo tutte, in altri casi magari no, ma lo schema è all’incirca questo:
!. Nella negazione ci diciamo “non esiste, non è vero, non sta succedendo, oppure non sta succedendo proprio a me, nella mia città…” Non vogliamo crederci e quindi neghiamo. Viene ancora prima di quando diciamo “no, non posso crederci”. In questa fase escludiamo proprio l’evento. E’ quella cecità che annulla l’evento e che ci fa diventare momentaneamente insensibili, perchè per noi è troppo. E’ una difesa che spiega l’insensibilità anche collettiva di fronte ad alcuni drammi storici. A posteriori qualcuno si domanda davanti a drammi familiari o storici “ma come è possibile che tizio, caio sia rimasto insensibile?, come è possibile che non sia intervenuto?, come è possibile che nessuno sia intervenuto?”Questa può essere una delle spiegazioni.In un contesto diverso possiamo vedere come pittori, scienziati che portavano idee troppo sconvolgenti per il proprio tempo, non siano stati riconosciuti, screditati o perseguitati
2.La seconda fase arriva quando ci siamo detti “E’ veramente così”La non accettazione ma l’evidenza innegabile dei fatti accende la rabbia con tutte le sue conseguenze.
3.Quando poi vediamo che la rabbia non ha dato risultati cerchiamo di scendere a patti con la vita, di aggiustare la situazione. Si cerca il modo per ottenere ciò che vogliamo chiamando in causa anche altre dimensioni, come Dio, per esempio. Cerco di negoziare vie d’uscita. Questa fase è ancora frutto della paura e spesso lascia sfibrati, senza energie.
4.Dopodichè la mancanza di energie porta alla tristezza o alla fase depressiva. Una fase più interiorizzata, non si scappa più da nessuna parte, non si può. Ed è la fase che aiuta in qualche modo a iniziare ad accogliere la situazione anche se il senso di impotenza prevale.
5:La fase cruciale, la fase cerniera del cambiamento è appunto quella dell’accettazione. Dopo aver espresso ed elaborato le emozioni precedenti, sempre in una fase introspettiva, si iniziano a vedere quei cambiamenti che vogliamo portare, e si inizia cambiare prospettiva.
6.In base a questo cambio di prospettiva emerge una nuova luce, ci attiviamo in modo diverso, forti di una nuova comprensione, riorganizziamo il nostro interno ed esterno, tutto prende una nuova piega. Siamo ricettivi a nuove soluzioni, intuizioni, si inizia a coagulare la nuova visione e, importantissimo,prendiamo la responsabilità, attuando nuove scelte.
7 Tutto questo dà il suo frutto, tocchiamo con mano ciò che creiamo e sentiamo possibili molte opportunità che prima sembravano irraggiungibili. Emergono qualità come umiltà, fiducia, gratitudine e la forza creativa interiore si propaga all’esterno in tutti campi attraendo nuove possibilità, conoscenze. Si rinasce e si crea letteralmente il nuovo.
E’ utile conoscere queste fasi, sia per rendersi conto di dove siamo, sia perchè sappiamo appunto che sono fasi e sono temporanee. Sapendolo possiamo concederci il diritto di viverle e quindi poi di superarle. Ma per passare fluidamente in questo processo è utile conoscerle e viverle, perchè ognuna ha dei doni che ci permettono di passare alla successiva.
E’ utile per supportare amici che si trovano in una di esse. Possiamo così comprendere dove sono anche emotivamente, la nostra accettazione del processo arriverà anche a loro.


